Il coaching

Amore a prima vista

In virtù della mia esperienza mi avvicino, già nel lontano 2003, per la prima volta al mondo del coaching, inizialmente come cliente, per seguire progetti che riguardavano il mio sviluppo personale e professionale, poi, affascinato dalla potenza di tale strumento, come studente, prima seguendo corsi e seminari, e in seguito al termine di un percorso formativo, come coach.

Ma la vita, come spesso accade, riserva piani diversi rispetto a quelli che ci siamo prospettati e così eventi personali mi portano a lasciare Milano, le risorse umane e l’Azienda in cui stavo lavorando.

Un po’ per caso, un po’ per necessità organizzative, mi ritrovo catapultato in brevissimo tempo in un nuovo contesto professionale: uno studio notarile. Mi appassiono a questo nuovo lavoro che svolgo per diversi anni con entusiasmo e soddisfazione, occupandomi non solo di contrattualistica ma anche di sviluppo del business e rapporto con i clienti.

La svolta

Il viaggio e il cambiamento

Durante gli anni trascorsi a lavorare presso lo studio notarile continuo a coltivare la mia passione per il coaching, ne comprendo sempre più fascino e potenziale, e, mosso dal crescente desiderio di diventare un coach professionista, dopo quasi sette anni, decido di voltare pagina e termino la mia attività presso lo studio notarile in cui lavoravo.

Quasi immediatamente dopo aver chiuso quell’esperienza, parto per un viaggio in giro per il mondo. Da solo. Stati Uniti, Colombia, Brasile, Cina e Giappone. Un viaggio ad “annusare” il mondo, a raccogliere stimoli e idee. Un viaggio anche interiore: allegria, curiosità, stupore, solitudine, paesaggi e persone, colori e sapori nuovi e inconsueti. Una scorpacciata di vita per aiutarmi a prendere in mano la mia e darle una svolta personale e professionale.

Torno in Italia e, dopo un corso della durata di circa un anno, mi diplomo Professional Coach presso la Future Coaching Accademy di Milano (scuola riconosciuta dalla ICF, International Coach Association).

È così che, ormai da qualche anno, svolgo con soddisfazione la professione di coach all’interno delle aziende e con clienti privati.

E nel tempo libero cosa faccio? Beh, come dicevo c’è il cane, c’è qualche birra con gli amici, ci sono sempre i viaggi, e – da poco – un grande nuova sfida da preparare: la maratona di New York in programma il 5 novembre 2017.
Sono sempre stato appassionato di sport senza una particolare devozione per una sola una disciplina. Adesso ho deciso, invece, di pormi un obiettivo importante, sfidante, che necessita di grande impegno e di pianificazione.
 
Sono entusiasta, determinato, felice della fatica che sto facendo e fortissimamente motivato a superare quel fatidico traguardo. Sto sudando e sto gioendo, correndo quasi tutti i giorni. La corsa è qualcosa di meraviglioso: sei tu, la strada, il tuo corpo e la tua testa che a volte parlano lingue diverse, il dolore alle gambe che ti dice di smettere, i tuoi sogni ed il tuo orgoglio che ti spronano a continuare.
Impari a sentirti, impari a trovare la forza di fare un passo in più proprio nell’attimo in cui stai per dire basta, soprattutto sto imparando a reperire dentro me stesso, magari anche negli anfratti più nascosti del mio essere, tutte le risorse per farcela. Strada facendo vi aggiornerò in queste pagine sui miei progressi e anche sui piccoli insuccessi podistici.
 
La solidarietà

Tempo per l’altro tempo per se stessi

Sono molto orgoglioso di essere un volontario dell’ADO (Assistenza domestica oncologica). Svolgo la mia attività presso l’Ospedale di Marzana. Spesso facciamo del bene agli altri per farlo, prima di tutto, a noi stessi.

Ci prendiamo cura degli altri per prenderci cura di noi stessi.

Questo vale anche per me. Io offro un po’ del mio tempo, qualche parola, magari un abbraccio, insomma, quello che posso ed ho in cambio l’opportunità di ricordarmi, ogni volta che la mia mente viaggia in quegli angoli di dolore, quanto io sia una persona fortunata, quanta forza risieda nelle persone che assisto e quanto abbiano da insegnarmi. Ciò mi spinge, giorno per giorno, a cercare di dare il meglio di me.

Conclusioni e ringraziamenti

Ho cercato di darvi la possibilità di conoscermi un po’ di più, al di là dei classici contenuti di un freddo curriculum professionale che spesso veicola molto poco di noi. Spero di esserci riuscito, di aver mantenuto la promessa di essere stato autentico.

Sono infatti convinto che quando offriamo la nostra professionalità, in un lavoro come quello del coach, la “potenza” del nostro messaggio, l’efficacia del nostro lavoro, non passi solo attraverso i titoli accademici che abbiamo raggiunto ma anche attraverso il nostro vissuto, la nostra storia, chi siamo e cosa abbiamo sperimentato. Prima come uomini e donne e, poi, come professionisti.

Io ho fatto del mio meglio per raccontarti brevemente chi sono. Spero che i miei pensieri, le mie riflessioni e le mie esperienze possano, in qualche misura, risuonare dentro di te, con l’auspicio che un giorno tu voglia compiere un percorso di coaching insieme a me. Io ne sarei immensamente felice.

Ti ringrazio del tempo che mi hai dedicato e ti invito a contattarmi qualunque chiarimento o approfondimento desideri ricevere.