La bussola

Un’immagine per comprendere

L’immagine che meglio sintetizza la mia idea di coaching è quella della bussola. Utilizzo questa metafora, da me ideata, per spiegare di cosa mi occupo: la bussola – infatti – non ti dice dove sei, non ti impone una direzione, non ti fornisce il carburante per muoverti.

La bussola ti permette di vedere le diverse direzioni possibili e ti accompagna nella direzione e nel “viaggio” che TU hai scelto di compiere, supportandoti e permettendoti di trovare e seguire il “vento” che senti più congeniale alle tue vele, rendendo così il traguardo più vicino e più raggiungibile.

Un percorso di coaching ti permette di compiere un lavoro di autenticità e di sviluppo personale volto al raggiungimento di un determinato obiettivo personale o professionale. Il coach, sostenendoti e supportandoti, ti aiuta a prendere consapevolezza delle tue aree di forza al fine di strutturare un percorso di crescita che ti motivi all’azione nell’ottica del raggiungimento del traguardo a cui ambisci. Verrai sostenuto ed agevolato dal coach nel verbalizzare i pensieri, nel dare ad essi una struttura e, se necessario, a generarne di nuovi e a prevedere azioni più efficaci al raggiungimento della meta a cui tendi.

L’essenza di un buon coach risiede nel farti sviluppare consapevolezza e responsabilità, il raggiungimento dell’obiettivo ne sarà la logica conseguenza. Ed è ciò che io mi impegno a fare con te.

Il coaching

Una sintesi per iniziare

Ritengo significativo descrivere il coaching come un metodo strutturato grazie al quale il coach – attraverso un percorso volto allo sviluppo del tuo potenziale – ti accompagna al raggiungimento degli obiettivi che ti sei posto.

Lo scopo del coaching è aiutarti a raggiungere le mete che ti sei prefissato ottenendo risultati concreti.

Potrebbe bastare questa definizione per chiarire di cosa si occupa un coach, ma dato che, ad esempio, una semplice ricerca su internet ti darà accesso ad una moltitudine di informazioni, alcune corrette e altre meno, preferisco fare chiarezza proseguendo col dire cosa non fa un coach.

Il coach non è un consulente, non è un istruttore e, tantomeno, è uno psicologo. Il consulente è un esperto della materia che tratta e viene pagato per dare consigli e fornire soluzioni. L’istruttore addestra o istruisce. Lo psicologo studia il comportamento e la mente attraverso l’analisi dei processi psichici, mentali e cognitivi ed è il solo a potersi occupare di determinate patologie. Questi professionisti svolgono attività che hanno modalità, obiettivi e tecniche differenti rispetto a quelle del coaching. Il lavoro del coach non è in competizione con queste figure professionali, anzi, sono convinto che la strada da seguire debba essere quella di una solida collaborazione tra professionisti al fine di rispondere alle reali esigenze delle persone che cercano sostegno e aiuto per superare situazioni di difficoltà.

Il principio guida del coach dev’essere l’onestà intellettuale in virtù della quale sceglierà, in funzione della tua esigenza, se sia opportuno fornire la propria prestazione professionale o indirizzarti verso professionisti che svolgono una diversa attività. Questo è un aspetto fondamentale della mia professione, imprescindibile e non derogabile che costituisce la base dell’etica professionale con cui agisco.

Chi è il coach e cosa fa: qualche chiarimento

L’attività che svolge un coach è quella di instaurare un dialogo, un colloquio, col proprio cliente (partner tecnicamente), stimolandolo attraverso domande mirate al la fine di far emergere con chiarezza i suoi obiettivi e le sfide che intende affrontare.

Per ottenere questo risultato, il coach fa ricorso ad una serie di passaggi che, nel loro insieme, costituiscono una sessione. Una sessione è composta da alcune costanti, benché non abbia una struttura rigida. Vediamone alcune tra le più frequenti:


Definizione del tema

È l’argomento, la sfida, la criticità, la situazione che porti tu a me e per la quale cerchi una soluzione.


Definizione degli obiettivi

Si definisce “obiettivo di orientamento” quello a lungo termine: il traguardo che vuoi raggiungere, mentre, sono “obiettivi di sessione” quelli a breve termine, che si risolvono in un tempo determinato (la sessione!) e che costituiscono un passaggio indispensabile per il conseguimento dell’obiettivo di orientamento.


Piano di azione

Analisi e pianificazione delle strategie che intendi mettere in atto per giungere al conseguimento del tuo obiettivo finale.


Riflessione sulla sessione

Dove ti posizioni ora rispetto al tema che hai portato ed al piano di azione che hai definito. Si misura il tuo stato di consapevolezza rispetto al percorso che stai intraprendendo. È importante avere percezione chiara e precisa del proprio posizionamento rispetto al prima e il dopo sessione.

Il mio lavoro
è aiutarti a superare
gli ostacoli che
si frappongono tra te
e il tuo traguardo
Tempistiche e finalità

Il percorso di coaching si articola in una serie limitata di incontri, sessioni appunto, con durata e cadenza da definire caso per caso, all’interno dei quali – una volta individuato il “tema” da trattare e l’obiettivo da raggiungere – ti impegnerai a seguire una “struttura” di sessione che ha la funzione di accompagnarti quanto più velocemente possibile al raggiungimento dell’obiettivo che ti sei posto.

Attraverso questo percorso puoi raggiungere risultati concreti ed in tempi rapidi.

Sul coaching sono stati scritti centinaia di libri e sono presenti migliaia di siti internet che ne parlano. Io non ho la pretesa di essere esaustivo, nè la presunzione di poter chiarire in poche righe un argomento così complesso ed in continua evoluzione.

Ho voluto fornirti informazioni chiare e accessibili, spunti di riflessione e stimoli per la tua curiosità, cosicché tu possa scegliere con consapevolezza se intraprendere un percorso di coaching e se lo senti funzionale ed in linea con le tue necessità.

Nella sezione Cosa scrivo, troverai aggiornamenti e approfondimenti sul coaching, se ne avrai voglia protrai seguirmi e saperne di più.