Perché corro?

Non è importante la corsa in quanto tale. Potrebbe trattarsi di arrampicata o di biliardo. Io amo la corsa per un fattore di sintesi: sono io e la strada, mediata da un paio di scarpe e poco altro, sicuramente tanto allenamento. Corro perché mi aiuta ad affinare un atteggiamento costruttivo anche nella mia quotidianità.

Devo definire un obiettivo a cui tutto il lavoro è finalizzato: la Maratona di New York che affronterò il 5 novembre 2017. Un obiettivo a lungo termine. Ma per raggiungerlo devo costruire un percorso fatto di tappe e pianificazione: ecco allora le mezze maratone e gli allenamenti quotidiani. L’attenzione all’alimentazione e al riposo.

Non esistono ricette magiche o percorsi predefiniti, ognuno costruisce il suo attraverso l’impegno, il sacrificio e la perseveranza. Nella corsa come nella vita. Negli scacchi come nell’arte.

Attraverso la pratica sportiva della corsa sto migliorando la capacità di fissare obiettivi concreti, raggiungibili e utili a finalizzare il raggiungimento di un traguardo. Lo faccio essendo consapevole di ciò che sono in questo momento, del bagaglio di emozioni, problemi, fatica e risorse che porto con me. Due anni fa, non sarei stato in grado di affrontare questa sfida e ottenere questi risultati. Ho attraversato sconfitte, fallimenti, tentativi ed esperienze per arrivarci.

Ed è quello che vorrei trasmetterti come coach: aiutarti a dirti la verità, la tua verità, e metterti a lavorare sodo per raggiungere i tuoi obiettivi.